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PRATOLA PELIGNA – Le indagini sono ai nastri di partenza a Pratola Peligna per dare un volto e un nome all’autore dell’atto incendiario che la scorsa notte, non proprio santa nonostante si passasse dal primo al 2 novembre, ha dato alle fiamme un’Audi A3, parcheggiata lungo via circonvallazione orientale. I Carabinieri della locale stazione, che si stanno occupando del caso, in queste ore stanno procedendo a riscontrare gli indizi raccolti da almeno due testimoni, residenti nel quartiere, che avrebbero avvistato una persona, verosimilmente giovane, sul luogo dove è avvenuto il fatto proprio intorno all’una di notte. Un anno e due mesi fa, sulla stessa auto dove è stato innescato l’incendio, il 36 enne ha ricevuto una minaccia di morte. Inoltre i militari stanno vagliando le immagini dell’unica telecamera posizionata della zona. Si tratta del sistema di videosorveglianza installato nell’incrocio tra via circonvallazione orientale e Valle Madonna, vale a dire non troppo lontano dalla zona dove sarebbe stato appiccato l’incendio. La speranza è di trovare elementi per risalire all’autore del gesto mediante l’analisi delle vetture e persone transitate. Nel frattempo, da ipotesi e indiscrezioni tutte da vagliare nella sostanza, non si esclude che alla base del rogo di natura dolosa possa esserci una ritorsione. La giovane vittima, un uomo originario di Raiano ma residente a Pratola, potrebbe essere in qualche modo legato con uno dei soggetti finiti recentemente nel mirino delle forze dell’ordine per altri reati. Se esiste o meno un nesso lo accerteranno le indagini dei Carabinieri. Certo è che al momento nulla si può escludere. Tutti gli scenari restano aperti tant’è che gli investigatori mantengono lo stretto riserbo sulla vicenda.

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