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SULMONA – Finisce alla sbarra per i maltrattamenti alla sua ex ma la persona offesa è inattendibile. Lo ha deciso il collegio giudicante del Tribunale di Sulmona che ha accolto ieri l’istanza degli avvocati difensori di un 50 enne di Pescasseroli, secondo i quali la donna non è capace di stare in giudizio vista la difficoltà nel fornire le risposte e le condizioni personali e sociali certificate dagli addetti ai lavori. I giudici hanno disposto la consulenza d’ufficio e hanno incaricato il perito, Mario Di Napoli, di avviare le operazioni il prossimo 28 giugno. Il collegio, in particolare, ha ripreso l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari che già si era espresso sulle problematiche della donna, revocando la misura cautelare inflitta al 50 enne. Un passaggio giudiziario, quello effettuato dal collegio, che potrebbe ridimensionare o meglio inquadrare l’accusa per l’imputato che, nel 2021, era stato allontanato dalla casa familiare dopo l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri della compagnia di Castel Di Sangro. Secondo il castello accusatorio, l’uomo avrebbe “dimostrato di approfittare della sua condizione di solidità economica per costringere la compagna a subire reiterate aggressioni non solo verbali ma anche fisiche. In diverse occasioni infatti avrebbe (ndr) colpito al volto la persona offesa ( una giovane donna straniera, ndr) che in un’occasione è stata vittima di un calcio in bocca”. La relazione depositata dai militari in Procura aveva portato il Gip a firmare la misura cautelare dell’allontamento dalla casa familiare, revocata nel giro di due mesi. L’inchiesta è andata avanti con il rinvio a giudizio dell’uomo. Ieri la consulenza d’ufficio per la scarsa attendibilità della persona offesa sentita come teste la quale è finita a sua volta a processo per i presunti atti persecutori nei confronti dell’imputato.

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