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SULMONA – Sul piede di guerra i cittadini dell’Alto Sangro, pronti a scendere in piazza in una grande manifestazione pubblica, organizzata dal gruppo consiliare “Progetto Comune” a difesa dell’ospedale di Castel di Sangro. Ambulatori vuoti da questa mattina nei reparti di traumatologia, ortopedia e chirurgia. Questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Un ulteriore atto posto in essere da dirigenti che non fanno il bene di alcun territorio, nemmeno il proprio”, incalzano i consiglieri comunali di minoranza. “Da tempo si soffre, a Castel di Sangro: un pronto soccorso che chiede un riconoscimento ufficiale affinché diventi vero e proprio presidio del servizio di emergenza-urgenza; la carenza di cardiologi con il conseguente servizio ridotto; la trasversalizzazione di dipartimenti con Sulmona che, anziché implementazione della rete, è stata intesa come un presidio ospedaliero (quello di Castel di Sangro) a servizio del presidio di Sulmona. La carenza di anestesisti, nonostante un concorso già avviato, ha determinato la ridotta attività chirurgica a Castel di Sangro. I medici disponibili, per questo ed altri reparti, devono prestare il loro operato a Sulmona, salvo incentivi”, fanno notare da “Progetto Comune”. “L’unico vero ospedale di montagna non può essere depauperato di quelle attività che lo caratterizzano e cioè gli interventi di emergenza ed urgenza. Purtroppo a Sulmona non è chiaro che, impoverendo Castel di Sangro non si guadagna nulla. Avezzano, L’Aquila e Pescara-Chieti sono, così, ancora più vicini. Se si impoverisce Castel di Sangro si impoverirà anche Sulmona”, rincarano i consiglieri. “La mobilità attiva proveniente dal vicino Molise verso l’Altro Sangro, fa comprendere la necessità che questo ospedale mantenga ed anzi rafforzi i propri servizi, anche per il flusso turistico che ospita e che deve essere tutelato. Il presidio ospedaliero di Castel di Sangro è il presidio di tutto l’Altro Sangro: i comuni del territorio hanno contribuito alla sua ristrutturazione, costata 11.000.000 di euro. Questo è un ospedale fatto dal territorio: un territorio che non resterà certo a guardare questo scempio”, concludono.

Andrea D’Aurelio

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