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SULMONA – Il ritorno a casa della scuola Serafini, l’addio al confettificio, la delocalizzazione delle materne di via L’Aquila e via Trento, gli “eterni ritardi” della primaria Masciangioli, la scomparsa dell’infanzia di Bagnaturo e i lavori prossimi sulla Lola Di Stefano e sul Liceo Classico. La sveglia suona presto questa mattina per studenti e docenti ma anche per amministratori che devono fare i conti con il fatto e non fatto in tema di edilizia scolastica. L’avvio dell’anno scolastico sarà festeggiato, con una cerimonia raccolta, nella scuola media Serafini di via Volta che torna nella sede storica e lascia l’ex convento di S. Antonio che, si spera, diventerà oggi stesso la nuova sede dei ragionieri e geometri. Un plesso che ospiterà circa 500 alunni tanto da rendere necessaria una riorganizzazione sul fronte della viabilità con il divieto di sosta e di fermata sul lato sinistro della strada. Polizia Locale in prima linea mentre studenti e docenti si riappropriano di un pezzo di identità. Nei prossimi mesi si dovrà intervenire sulla palestra inagibile e si procederà a sistemare lo spazio esterno con un parco giochi. Una vera e propria “cittadella” sociale e digitale visto il cablaggio effettuato con un finanziamento di 150 mila euro, ottenuto dalla passata reggenza scolastica. Nello stesso edificio arrivano i più piccoli dell’ex asilo di via Crispi e dell’infanzia di via Angeloni oltre agli alunni della primaria Lola Di Stefano. Nel plesso di viale Roosevelt è tutto pronto per l’insediamento del cantiere. Il prossimo 14 settembre il vice sindaco, Franco Casciani, effettuerà un sopralluogo con l’impresa per velocizzare l’avvio dei lavori. Il cantiere potrebbe aprire entro fine mese o comunque in autunno mentre imminente è lo start degli interventi per il Liceo Classico di Sulmona che saranno eseguiti dalla stessa impresa. Dopo la “mezza diffida alla Provincia” si spera che lo smistamento del materiale avverrà in mezza giornata per aprire il cantiere a brevissimo. Ma dopo tredici anni. Non proprio un record per dirla con le parole dell’uomo di strada. “Pietra dello scandalo” resta la scuola primaria Masciangioli che ha trovato casa nell’edificio super sicuro della media Capograssi. Ma non è quella la sua sede naturale. Nell’edificio di via Mazzini si sarebbe dovuto rientrare al più tardi a settembre 2020, ma ad oggi è ancora un cantiere aperto. La campanella non suonerà. La riconsegna di una parte dei lavori doveva avvenire entro l’estate. Ma gli “eterni ritardi” si accumulano. Se il grosso dei lavori è fatto, per via della realizzazione degli isolatori sismici, ora si dovranno trovare i fondi per sistemare la parte superiore del plesso, circa 1 milione e 400 mila euro. Niente campanella per l’edificio di viale Togliatti. Gli alunni della primaria Radice hanno già iniziato l’anno scolastico nell’ex Cescot e Croce Rossa, salutando il “dolce” confettificio. Entro fine anno si procederà con la demolizione della sede storica per avviare la realizzazione ex novo del plesso unico scolastico. La gara è attesa entro fine mese. Le materne di via L’Aquila e via Trento sono state sistemate nel contratto di quartiere per via del finanziamento di 1 milione e 900 mila euro ottenuto con i fondi Pnrr per la costruzione del nuovo centro per l’impiego. “Sparisce” la scuola dell’infanzia di Bagnaturo nel senso che non ha raggiunto il numero legale delle iscrizioni. Dal tetto minimo dei dieci iscritti, per il plesso di periferia si sono registrare solo tre adesioni. Campanella virtuale, infine, per gli alunni dell’Iti e Itcg. Questi ultimi si spera torneranno sul territorio comunale di Sulmona, già dalla prossima settimana, dopo otto lunghissimi anni di viaggi e calo iscrizioni. Mentre gli studenti dell’Iti dovranno rinunciare a scale, palestra, laboratori e ad un piano della struttura dopo perizie e carotaggi. Si dovranno quindi smistare per mettere in salvo e tenere aperta la sede del Da Vinci. Il tutto per una politica che ha coperto ed è restata in silenzio finchè ha potuto. Insomma qualcosa si muove ma non tutto come dovrebbe. Per gli studenti suona la campanella mentre per le istituzioni la “sveglia” dell’edilizia scolastica.

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