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SULMONA – “Io sono contro la tratta delle donne e tu?”. È lo slogan che appare in un cartello, con la scritta a caratteri cubitali, portato da un uomo lungo corso Ovidio. Il gesto dimostrativo non è passato inosservato nello struscio domenicale. Un chiaro messaggio contro lo sfruttamento, in vista dalla giornata mondiale che si celebrerà il prossimo 18 ottobre. La tratta delle donne è l’espressione più diffusa, e fra le più vili, della tratta di esseri umani. Uno dei tre Protocolli delle Nazioni Unite contro la tratta delle persone, approvati dalle Organizzazioni Unite a Palermo nel 2000,  definisce la tratta  come «il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggiamento o l’accoglienza di persone con la minaccia di ricorrere alla forza, o con l’uso effettivo della forza o di altre forme di coercizione, mediante il rapimento, la frode, l’inganno, l’abuso di autorità o una situazione di vulnerabilità, o con l’offerta o l’accettazione di pagamenti o di vantaggi al fine di ottenere il consenso di una persona avente autorità su di un’altra ai fini dello sfruttamento

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