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SULMONA – Il Tribunale del Riesame dell’Aquila ha annullato questa mattina le misure cautelari e interdittive nei confronti del sindaco di Rivisondoli, Giancarlo Iarussi e dell’avvocato dell’ente, Tania Liberatore, finiti entrambi sotto inchiesta per tentata estorsione assieme al vice sindaco Ciampaglia. Tutte le misure cautelari sono cessate all’esito dell’udienza odierna. I giudici aquilani hanno recepito in toto le istanze degli avvocati difensori, Mariella Iommi e Franco Zurlo, in ordine alla carenza di gravi indizi di colpevolezza ai fini delle esigenze cautelari. Il “corto circuito giudiziario”, per dirla con le parole dei legali, ha determinato l’annullamento dell’obbligo di firma per il sindaco Iarussi e per l’avvocato Liberarore. A quest’ultima è stata inoltre revocata la sospensione temporanea dell’esercizio della professione e il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione. L’avvocato quindi torna nel pieno delle sue funzioni professionali. Una settimana fa il giudice per le indagini preliminari, Marta Sarnelli, aveva rigettato le richieste della difesa, tenendo in piedi la misura cautelare. Il Riesame ha quindi ribaltato la decisione assunta dal Tribunale di Sulmona. I tre indagati sono finito sotto inchiesta per aver chiesto la somma di circa 20 mila euro a quattro soggetti partenopei, condannati per abuso edilizio nei tre gradi di giudizio penali e dai giudici amministrativi per aver realizzato una scala senza autorizzazione in un’abitazione del paese. Gli stessi, sin da subito, hanno spiegato di aver agito esclusivamente per l’interesse dell’ente, fornendo ampia documentazione al riguardo, ribadendo pure che l’incontro finalizzato alla transazione è stato svolto nell’Aula Consiliare del Comune e in presenza di altri amministratori. Le misure cautelari sono tutte cessate mentre proseguono le indagini preliminari sul procedimento in questione.

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