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SULMONA – “È giunto il momento che ognuno di voi si assuma le responsabilità che gli sono affidate dagli incarichi ricevuti ed attui, senza ulteriore indugio, la migliore e più breve strategia per consentire un immediato rientro degli storici istituti di Ragioneria e Geometri nelle sedi deputate”. E’ quanto afferma il circolo commissariato del Pd di Sulmona a proposito della lunga odissea del De Nino-Morandi che non riesce a trovare la via di casa. Il Pd si rivolge al sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, e al Presidente della provincia dell’Aquila Angelo Caruso all’indomani della lettera diffusa dal comitato De Nino-Morandi, capitanato dal prof. Franco D’Amico, che ha chiamato in causa Prefettura, Ministero e Corte dei Conti. “In questo quadro “disastroso” spicca lo stato di totale abbandono del complesso scolastico Di Nino – Morandi, che ha provocato il duro intervento del Comitato costituitosi ad hoc che condividiamo in toto, esprimendo la nostra solidarietà a quei cittadini – per lo più – genitori non più disposti a pazientare”- interviene il Pd ricordando che “la triste, tristissima vicenda, iniziata con il sequestro parziale della struttura, ha nel tempo cagionato un doppio danno: il trasferimento “temporaneo” che obbliga gli studenti ad un pendolarismo surreale; l’abbandono ed il conseguente degrado urbano di un intero isolato posto al centro di importanti infrastrutture”. “A tutto questo si aggiunge la totale indifferenza delle istituzioni preposte (comune – provincia –provveditorato) che da un lato continuano a tenere riunioni su riunioni di nessuna utilità, dall’altro fanno finta che il problema non esista – la sistemazione provvisoria presso il complesso di Sant’Antonio va bene per le scuole medie, mentre per gli istituti superiori presenta indici di vulnerabilità non idonei”- concludono dal Pd non senza rimarcare che l’area ( quella di via D’Andrea) è priva di ogni genere di manutenzione o di semplice pulizia. E’ Lasciata incustodita con infissi aperti che facilitano l’accesso a chiunque. Vi sono alberi caduti, erbe infestanti, ed ogni altro genere di rifiuto che ricopre, ormai, quasi la totalità degli spazi perimetrali”. Da qui la reprimenda a Comune e Provincia.

Andrea D’Aurelio ( Foto reportage Maria Trozzi)

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