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SULMONA – Non è solo un “affare” della Provincia, ente proprietario dell’edificio scolastico, ma dell’intera città di Sulmona e dell’amministrazione comunale. E’ questo il succo della lettera aperta che il comitato De Nino-Morandi ha inoltrato in queste ore al futuro sindaco di Sulmona, ovvero ai quattro candidati in campo, per riaccendere i riflettori sulle sorti dello storico istituto. Dopo mesi di silenzio il comitato torna alla carica con il suo portavoce, Franco D’Amico. “Passano gli anni, cambiano gli amministratori ma la scuola sta sempre lì. L’inerzia e il silenzio di tutte le autorità che hanno competenze sull’istruzione mortificano moralmente intere generazioni che nel corso degli anni sono cresciute nel De Nino-Morandi di Sulmona”- scrive il comitato ricordando che “il mantra di ogni sindaco è sempre lo stesso. Ci sentiamo ripetere che la scuola è di proprietà della Provincia”. “Adesso basta”- tuona D’Amico con il suo sodalizio- “chiediamo un impegno forte e solenne al futuro sindaco della città attraverso questa lettera aperta. Chiunque esso sia deve porsi come valido interlocutore con la Provincia per un ripristino della scuola e per un ritorno immediato della popolazione scolastica a Sulmona. Non possiamo accontentarci come sulmonesi e come persone affezionate, che un sindaco debba attendere passivamente che il tempo scorra e debba nascondersi dietro la spartizione di competenze e responsabilità”. Il comitato quindi rilancia: “il giorno dopo l’insediamento, oltre al Tribunale, alla Snam e a tutti gli impegni presi, il De Nino-Morandi deve essere il chiodo fisso della prossima amministrazione comunale”. Un grido di dolore quello che arriva dal comitato a sette anni dal trasloco della scuola a Pratola Peligna. L’eventuale secondo turno di questa tornata elettorale coincide proprio con il triste anniversario. Per il prossimo 1 ottobre è convocata la seconda riunione della conferenza dei servizi per chiudere la progettazione ed andare a gara. Ma il tempo è tiranno e sette anni, da quel dì, sono trascorsi. Da qui il “ritorno” del comitato che suona la sveglia alle istituzioni perché al più presto, in quella storica scuola, torni a suonare anche la campanella.

Andrea D’Aurelio

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