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SULMONA – La nostra raccolta di opinioni è solo un assaggio rispetto al sondaggio condotto dalla Confesercenti. A un mese dalle elezioni, due imprenditori su tre (il 64%) bocciano le proposte avanzate finora dalle forze politiche, da cui invece si attendono proposte più concrete e mirate su fisco, sostegno all’impresa e rapporto con l’Unione Europea. «È una situazione di incertezza che blocca anche l’economia – sostiene Pietro Leonarduzzi, della presidenza di Confesercenti Abruzzo – Infatti, il 36% di aziende segnala di voler rimandare a dopo le elezioni la decisione se procedere o meno con gli investimenti già programmati». L’insoddisfazione del tessuto imprenditoriale rischia anche di dare una spinta all’astensionismo. Ad oggi, infatti, gli imprenditori che hanno già stabilito di rinunciare al voto sono il 25%, mentre un ulteriore 20% si dice ancora indeciso. «Ad allontanare dalle urne è soprattutto la sensazione di non essere considerati adeguatamente da nessun partito – aggiunge Franco Liberatore dell’Anva – Ma soprattutto una generale sfiducia nel sistema politico elettorale e la mancanza, ad oggi, di programmi convincenti».
Tra le risposte che le imprese attendono dalla politica, spicca la questione fiscale. Il 56% degli intervistati, infatti, ritiene che la riduzione del peso delle imposte debba essere la priorità della prossima legislatura. Ma si cerca anche più sostegno alla piccola impresa, semplificazione burocratica, riduzione del costo del lavoro e un accesso al credito più semplice e meno costoso. Richieste avanzate da anni dal mondo della piccola e media impresa italiana, ma fino ad ora mai soddisfatte pienamente.

Andrea D’Aurelio

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