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Spesso abbiamo raccontato fatti di cronaca dalla montagna. Interventi continui dell’elisoccorso. E a far vittime soprattutto la pià amara delle montagne, il Gran Sasso. Fratture ed escoriazioni hanno riportato due alpinisti sul Paretone, una delle pareti più difficili della catena. Scene di soccorsi che, fortunatamente, potranno raccontare, grazie all’intervento di due squadre di terra, a bordo di due elicotteri del 118. Un’operazione complessa per il personale del CNSAS impegnato nell’intervento di recupero.

E’ stata un’estate con numeri di presenze imprevisto con la riscoperta della montagna. Viaggi e vacanze all’insegna del turismo mordi e fuggi o dell’invasione di camper. Il riscatto delle aree interne, di un Abruzzo, tornato alla ribalta, ancora una volta.

L’amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso, Dino Pignatelli, aveva già espresso soddisfazione per il boom di turismo. L’estate, nonostante l’apprensione dovuta al momento post Covid, è cominciata dal 15 giugno. La ripartenza è stata salutata come una rinascita, nonostante le regole anti covid, immediatamente rese operative nei locali di servizio e sulle vetture della funivia. Con i primi giorni di luglio l’affluenza è sempre stata in aumento, con presenze inimmaginabili sul Gran Sasso, fino a 6-7000 persone e punte fino a 10mila presenze giornaliere. 

“Abbiamo affrontato la massa di turisti con i pochi mezzi a disposizione, senza infrastrutture dedicate, ma cercando comunque di sopperire con soluzioni idonee a salvare l’ambiente e la necessità di spazio. Non si deve dimenticare che l’area di Campo Imperatore è posta all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e, se da un lato ciò è un valore aggiunto, dall’altro impone di sottostare alle leggi e alle limitazioni che regolano la vita in un parco nazionale”.

Queste le parole di Dino Pignatelli solo poche settimane fa. A rimarcare una situazione cronica, che costringe il Gran Sasso ad uno stallo, mentre altre stazioni portano avanti un processo di sviluppo continuativo negli anni.

Finita l’estate, ora il Gran Sasso si prepara a una nuova stagione turistica, quella invernale. Gli operatori sono pronti. Lo sono anche i soccorritori, chiamati ogni giorno ad aiutare chi si trova in difficoltà. Forse, però, non è ancora arrivato il giorno in cui si potrà parlare di sviluppo.

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