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SULMONA  – “Ho deciso di riprendere lo sciopero della fame contro l’obbligo del green pass dopo la decisione del governo che ha esteso questo strumento di controllo, a pagamento, a tutti i lavoratori pubblici e privati. Il ricatto del governo, cioè la sospensione dal lavoro e la privazione della retribuzione, per chi non si sottopone all’obbligo del green pass, è inaccettabile in uno Stato democratico”. Ne è convinta l’insegnate della scuola dell’infanzia, Alba Silvani, che riprende lo sciopero della fame . “Togliere il lavoro a chi lo ha legittimamente conquistato come la sottoscritta, dopo molti anni di precariato, è ancora peggio perché, insieme alla dignità , toglie le stesse basi per poter vivere”- continua l’insegnande non senza rimarcare che “il pensiero unico imposto dal governo serve in realtà a distrarre l’attenzione dalle responsabilità del catastrofico modello sanitario  italiano, che ha trasformato gli ospedali e le case di riposo per anziani in focolai del virus, provocando migliaia di morti, un modello che ha prodotto negli ultimi anni la chiusura di molti ospedali minori senza peraltro realizzare una efficace e capillare medicina sul territorio e incentivando una privatizzazione strisciante della sanità pubblica”.  “Per questi motivi, dopo la temporanea sospensione, riprendo la mia iniziativa nonviolenta per il diritto al lavoro e contro ogni discriminazione. Domani mattina tornerò, senza green pass, a Collarmele per prendere servizio nella Scuola dell’Infanzia che mi è stata assegnata dal Ministero della Pubblica Istruzione”- conclude Silvani. (a.d’a.)

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