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SULMONA- I Carabinieri Forestali potenziano i controlli sul territorio provinciale sulla filiera dei funghi all’indomani delle intossicazioni registrate. Le prime contravvenzioni sono scattate in Marsica e hanno interessato 33 persone per mancanza di autorizzazione alla raccolta (tesserino regionale) o per omissione del versamento annuale, in violazione della normativa in parola, per un importo pecuniario complessivo di circa 3200,00 euro. Controlli a tappeto si stanno svolgendo anche sul territorio peligno dove sospette intossicazioni sono state riscontrate con referto ospedaliero. Si tratta di una famiglia sulmonese di tre persone, tra cui una minore, finita al nosocomio dopo aver mangiato funghi raccolti sulle montagne della zona. Al momento non sono emerse irregolarità ma i controlli non si fermano rassicurano dagli addetti ai lavori. Nei giorni scorsi una 65 enne, residente a Montereale, è deceduta per avvelenamento provocato dall’ingerimento di una Amanita Phalloides, fungo molto velenoso. Mentre il precedente sulmonese risale all’ottobre 2016 quando tre persone finirono in ospedale dopo aver ricevuto funghi in regalo. Già in passato, dall’Arta, avevano raccomandato il controllo del prodotto. “Le raccomandazioni – avvisano dall’Arta – troppo spesso ignorate, non sono mai troppe. Non hanno alcun significato le ‘prove’ di tossicità fatte in casa nè quelle fatte sugli animali: l’unica certezza sulla commestibilità viene solo dalla conoscenza. E’ necessario quindi far controllare i funghi raccolti presso gli Ispettorati Micologici dei Dipartimenti di Igiene delle Asl ed evitare il fai da te”. Intanto i Forestali di Sulmona vanno avanti con i controlli. Gli “esperti” del settore sono avvertiti.

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