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SULMONA – “Siamo spiacenti ma manca il materiale in tutta la Asl e non possiamo procedere né prenotare alcun intervento”. E’ quanto si è sentita rispondere un’anziana sulmonese che nei giorni scorsi si è messa in contatto con il centralino nel nosocomio di Avezzano per chiedere informazioni sull’intervento di cataratta al quale deve sottoporsi. Nel presidio ospedaliero marsicano la prestazione sanitaria non può essere erogata per la carenza di materiali. Stessa sorte per l’ospedale del capoluogo di regione, considerato dai vertici il punto di riferimento della sanità provinciale. Un vulnus che si ripercuote a cascata su tutti i presidi che ricadono nel perimetro dell’azienda sanitaria locale. Anche sulle aree interne. Povera nonnina verrebbe da dire. Delle due l’una: rivolgersi ai centri privati o “sconfinare” sulla costa con conseguente aggravio di spese sanitarie nell’epoca del caro e delle bollette da capogiro. Appare evidente che la sanità non è più accessibile a tutti. A farne le spese sono proprio le categorie meno abbienti costrette a macinare chilometri pur di accedere alle cure. La carenza di materiale in tutta la Asl 1 sarebbe dovuta al mancato stanziamento di risorse per nuove forniture nonchè per il rinnovo dei contratti. Un disservizio inaccettabile, soprattutto perchè va avanti da tempo con cadenza pressocchè sistematica ed abituale. A colmare tale carenza è la sanità privata, soprattutto quella concentrata nei centri più grandi. A questo punto basta farsi due conti.

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