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Sono iniziati gli interrogatori dei 13 minorenni della baby gang sgominata nei giorni scorsi nel corso di un’intensa operazione dei Carabinieri. La banda è composta da ragazzi tra i 15 e i 19 anni, originari di Kosovo, Moldavia, Albania, Bosnia, e anche da due italiani e due aquilani, alcuni dei quali ospiti di comunità, con un leader riconosciuto e temuto, un 19enne kosovaro. Il movente che teneva unita la banda era lo spaccio di stupefacenti e l’uso della violenza come mezzo di affermazione, di conquista dell’egemonia necessaria a farsi rispettare e a far rispettare il pagamento degli stupefacenti ceduti a credito. La svolta nell’inchiesta della Procura della Repubblica presso Tribunale per i Minorenni è stata la presenza di un pentito, un minorenne di origine caucasica. Il ragazzo subiva continue minacce soprattutto dal leader, il 19enne kosovaro. E così, in preda al terrore, il ragazzo confessa tutto alle forze dell’Ordine. E così sono stati arrestati gli appartenenti alla banda e trasferiti chi in carcere e chi in comunità. Le accuse sono di ‘aver promosso attività dirette a creare forme di predominio su altri coetanei, di controllo di porzioni di aree urbane, di smercio professionale di sostanze stupefacenti in zone sensibili, in prossimità di scuole, di scontro con altri gruppi antagonisti di minori, verificatisi in diverse zone centrali del capoluogo’. Le zone maggiormente ‘ostaggio’ della banda erano il polo scolastico di Colle Sapone, i vicoli del centro storico, i locali della movida, il terminal di Collemaggio.

YouTubehttps://www.youtube.com/watch?v=eD4OLfxR2aM

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