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SULMONA – Viene dimesso dall’ospedale di Sulmona per sottoporsi a una risonanza magnetica nel nosocomio di Avezzano ma deve accollarsi le spese di trasporto. Incredibile ma vero. E’ quanto è capitato nei giorni scorsi a un sulmonese che ha denunciato tutto al Tribunale per i diritti del Malato. Un caso che rimette al centro dell’attenzione ancora una volta la sanità sul territorio che si mostra distante dalle esigenze degli utenti. Nel caso di specie l’uomo presenta delle evidenti difficoltà a deambulare ma è stato dimesso dal presidio ospedaliero senza la formula delle dimissioni protette. Ne consegue che la prestazione sanitaria richiesta, in questo caso una risonanza magnetica, resta a carico del sistema sanitario nazionale. Ma le spese di trasporto le deve sostenere l’utente con tutte le conseguenze del caso per le persone meno abbienti. L’uomo è stato quindi costretto a procrastinare la risonanza perché non è riuscito a trovare una forma di trasporto dalla sera alla mattina. Che cosa fare quindi in caso di impossibilità permanente a deambulare? Ha risposto a questa domanda l’avvocato Catia Puglielli, coordinatore Tdm, ospite ieri sera della rubrica “Un Occhio per Tutti”. “Il paziente deve richiedere le dimissioni protette. A quel punto verrà attivata l’assistenza domiciliare integrata e il trasporto sarà a carico del sistema sanitario nazionale”- spiega la Puglielli. Ci si continua a chiedere poi come mai la risonanza magnetica, autorizzata dalla Regione per l’ospedale di Sulmona su impulso dell’ex assessore Andrea Gerosolimo, ancora entra in funzione, costringendo gli utenti a spostarsi verso altri nosocomi.

Andrea D’Aurelio

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