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SULMONA – Per quattordici lunghissimi anni avrebbe maltrattato l’anziana madre convivente, non con schiaffi e pugni, ma con una feroce violenza verbale dovuta soprattutto allo stato di ubriachezza. Dovrà affrontare il processo un 52 enne residente a Raiano che l’altro giorno è finito davanti al giudice per le udienze preliminari, Marco Billi, per l’ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia. Stando al quadro probatorio il 52 enne avrebbe posto in essere i maltrattamenti alla madre, minorata e anziana, rientrando spesso nella comune abitazione ubriaco e in evidente stato di alterazione, coinvolgendola in litigi pretestuosi, creandole un timore per la propria incolumità. Un incubo che per la Procura della Repubblica di Sulmona, che ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio dell’imputato, è durato dal 2004 al 2020. Un periodo abbastanza lungo che configura la continuazione dell’ipotesi di reato, ovvero i maltrattamenti abituali in famiglia. L’uomo era finito sotto inchiesta dopo il “blitz” dei Carabinieri della locale compagnia che intervennero nell’abitazione di madre e figlio, svolgendo i dovuti accertamenti, per riportare la calma.  Per la difesa dell’uomo  si tratta di un arco temporale troppo vasto e di episodi non proprio specifico, tutti da esaminare nel dibattimento per far cadere il castello accusatorio. Peraltro la stessa vittima, sentita a sommarie informazioni dai militari, avrebbe ridimensionato la portato dell’accusa. Fatto sta che per il 52 enne si apre il processo è l’accusa è di quelle pesanti. (a.d’.a.)

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