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SULMONA – Non prorogare ulteriormente il provvedimento. E’ la richiesta forte e chiara che arriva dal comparto del commercio cittadino alla luce dell’ordinanza anti contagio emessa dalla Regione Abruzzo che ha creato scompiglio e confusione. Le associazioni Cna provinciale dell’Aquila, Confesercenti provinciale dell’Aquila, albergatori e ristoratori di Sulmona, Sulmona fa Centro, Oltre la saracinesca, Jamm’mo e Uniti ripartiamo insieme hanno fatto fronte comune per far sentire una sola voce al governo regionale. “Il provvedimento emanato dalla Regione Abruzzo il 09/09/2020 è apparso assolutamente sproporzionato, e non solo agli operatori da esso interessati ma anche nella percezione della popolazione residente, alla luce dei nudi dati numerici emersi dall’esito dei tamponi eseguiti sui residenti in città, che danno lo 0,33% di positivi rispetto ai residenti con pochi casi di ospedalizzazione e nessuno in terapia intensiva”- fanno notare le associazioni in coro- “peraltro, come ha fatto notare lo stesso Presidente della Regione Abruzzo appena un giorno prima dell’emanazione del provvedimento restrittivo, solo limitati focolai riconducibili ad eventi privati noti da circa un mese e quindi efficacemente attenzionati. Altri contagi sono conseguenti alle funzioni intercomunali di Sulmona (ad esempio la caserma dei CC, il pronto soccorso ospedaliero, distretto sanitario). Nulla quindi che faccia risalire l’attuale dato emergenziale alle attività di somministrazione e commerciali, visti anche i presidi sanitari di cui si sono dotati e la costante attenzione posta al corretto rispetto delle normative sia da parte del personale che della clientela”. Da qui la richiesta univoca.
“Più che il restringimento delle libertà individuali (peraltro inefficaci per il differente orario di apertura dei locali in altri Comuni a poche centinaia di metri da quelli interessati dal provvedimento) l’intero comparto cittadino dell’accoglienza e della somministrazione (che per movimentazione economica e numero di addetti è di primaria rilevanza) chiede con forza un rafforzamento e quindi una maggiore efficienza della offerta sanitaria territoriale, con l’ospedale dell’Annunziata che non funga più solo da ‘pronto soccorso’ ma torni agli standard che in passato ne hanno fatto un sicuro riferimento regionale. Nell’immediato le associazioni essendo l’attuale emergenza assolutamente gestibile con il rispetto del distanziamento e l’uso delle mascherine, chiedono alla Regione Abruzzo di non prorogare il provvedimento del 09/09/2020 e di partecipare attivamente allo sforzo che il territorio dovrà sostenere per il recupero dell’immagine di area non solo ricca di bellezze naturalistiche e monumentali ma anche sicura dal punto di vista sanitario”.

Andrea D’Aurelio

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