banner
banner
banner

Oltre cinquemila spettatori giunti da ogni parte della regione, ma anche dalle Puglie, dal Lazio e dalla Campania, hanno assistito alla 72^ edizione del presepe vivente di Rivisondoli, l’edizione della ripartenza. Dopo due anni di stop, la sacra rappresentazione è tornata ad illuminare con la sua magica sacralità, con i meravigliosi giochi di luce quest’anno inventati dal direttore artistico Massimo Di Francesco, la capanna di Piè Lucente, da sempre simbolo e icona del presepe vivente di Rivisondoli. Un’edizione caratterizzata dal gemellaggio con la città di Atri che ha visto la partecipazione di oltre 400 comparse giunte dalla cittadina teramana, da Barrea e da San Giovanni Teatino con una nutrita rappresentanza accompagnata dal sindaco Giorgio Di Clemente, il quale per l’occasione ha sfilato in costume e non con la fascia tricolore. “Conoscevo la fama di questa manifestazione ma non pensavo che viverla da dentro, fosse così emozionante. Una sensazione davvero unica”, ha detto Di Clemente annunciando che sarà presente anche alla prossima edizione, con una delegazione ancora più numerosa. In fascia tricolore hanno invece sfilato il sindaco di Rivisondoli Giancarlo Iarussi e l’assessore alla cultura di Atri, Alfonso Di Basilico, emozionati anche loro per essere riusciti a coinvolgere le due comunità nel segno del presepe vivente e del ritorno alla normalità dopo i tre anni di privazioni e ristrettezze conseguenti alla pandemia. Prima della sacra rappresentazione i figuranti del presepe hanno sfilato per il paese tra gli applausi delle centinaia di turisti che in quel momento affollavano le strade del centro montano dell’Alto Sangro. Poi la messa nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari officiata dal vescovo Michele Fusco, che al termine della cerimonia ha ricevuto dal sindaco di Rivisondoli e dal vicesindaco di Atri, una targa ricordo della manifestazione in segno di auspicio per una ripresa è un ritorno alla normalità che coinvolga anche la chiesa: “Stiamo vivendo tanti avvenimenti , situazioni, come le esequie di Papa Benedetto”, ha detto il vescovo, “tutti segni che Dio ci dona in questo tempo. Negativi, positivi, parole importanti, personaggi, uomini forti come Papa Benedetto. Un momento storico in cui dobbiamo riflettere per poter cogliere cosa Do ci sta dicendo attraverso tutti questi segni, per comprendere che il centro della storia, come ci ha detto il presepe di Rivisondoli, è Gesù che ci porta la pace. Se lo seguiamo il cuore dell’uomo potrà vivere di pace”.

banner

Lascia un commento