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SULMONA – Affanno e confusione. Basterebbero solo due parole per riassumere la situazione in atto nel reparto di oncologia dell’ospedale di Sulmona, balzato alle cronache per carenza di organico. Da circa una settimana, quasi in concomitanza della notizia battuta da Onda Tg, la dottoressa assegnata al locale presidio ospedaliero ma in servizio all’Aquila, è tornata all’ospedale dell’Annunziata dopo che l’unica unità rimasta in servizio è andata in ferie. Una soluzione tampone che si è resa possibile solo dopo un ordine di servizio diramato dall’azienda sanitaria. Il medico che finora ha prestato servizio al San Salvatore, grazie a un accordo interno con la dottoressa assegnata all’Aquila ma in servizio in città, resterà in reparto fino al prossimo 28 febbraio. Per questa settimana prestazioni e attività sono garantire con regolarità ma il problema potrebbe porsi dal 1 marzo. Tutto può succedere. La Asl nelle scorse settimane ha deliberato la proroga in favore della dottoressa assegnata a Sulmona fino al mese di agosto ma la stessa, fatta eccezione di questa settimana, ha sempre svolto servizio nel nosocomio aquilano previo accordo interno preso con l’altra dottoressa in servizio in città, con contratto in scadenza a fine mese, attualmente in ferie. Che confusione verrebbe da dire. Alzi la mano chi non si perde nei meandri della burocrazia dinanzi ad un quadro tutt’altro tutto chiaro e lineare. I malati oncologici da tempo chiedono certezze e stabilità, soprattutto in riferimento ai piani terapeutici da somministrare, che richiedono figure permanenti in reparto. La Asl 1 aveva stabilizzato il contratto alla dottoressa fuori servizio per maternità, almeno fino a maggio. Si spera quindi che lunedì prossimo ci sia un medico per aprire la porta di oncologia. Il Tribunale per i diritti del Malato con la coordinatrice Catia Puglielli è stato chiaro: se si dovesse configurare l’interruzione di pubblico servizio, si adotteranno tutte le tutele legali.

Andrea D’Aurelio

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