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SULMONA – Ha confermato le accuse davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, il 18 enne residente in un paese del comprensorio, comparso in Tribunale nella mattinata di ieri per l’incidente probatorio sulla presunta violenza sessuale negli uffici del Caf di vico del Vecchio. L’episodio risale allo scorso 30 luglio. Il Tribunale sostanzialmente ha messo in cassaforte la versione resa dalla persona offesa, cristallizzando il quadro probatorio, non senza alcune osservazioni. Il 18 enne ha confermato pedissequamente quanto messo nero su bianco nella querela depositata negli uffici del Commissariato. Una ricostruzione lineare per dirla con le parole degli addetti ai lavori. Il giovanissimo si sarebbe recato, quella mattina, negli uffici del sindacato, per sbrigare alcune pratiche relative alla disoccupazione. A quel punto sarebbe stato avvicinato dal dipendente dell’ufficio, un 50 enne di origine straniera, indagato nel procedimento penale, per l’ipotesi di reato di violenza sessuale. Lo stesso gli avrebbe infilato le mani tra i pantaloni, anche nella parte posteriore, toccandogli gli organi genitali. Il 18 enne inizialmente avrebbe lasciato il luogo. Nel pomeriggio avrebbe raccontato tutto in famiglia tant’è che in cinque si sono recati la sera stessa nella CGIL fino alla lite furibonda che ha fatto scattare l’intervento di tre pattuglie dei Carabinieri. Il 18 enne, la madre e il dipendente indagato si sono fatti refertate, riportando una prognosi da cinque a sette giorni. La persona offesa, assistita in giudizio dall’avvocato Andrea Marino, ha prodotto la messaggistica di WhatsApp e alcuni file audio mentre l’avvocato difensore dell’indagato, Mauro Calore, ha fatto notare che la ricostruzione dei fatti operata dal 18 enne stona con la natura pubblica del luogo dove sarebbe stata perpetrata la violenza denunciata. In quell’ufficio dalle 9.30 del mattino si sarebbe assistito ad un via vai di persone. Per cui un episodio del genere, visti i particolari resi noti dal 18 enne, non sarebbe passato in sordina. Toccherà ora alla Procura, attraverso le indagini preliminari, fare luce sulla delicata vicenda. Intanto la versione del giovanissimo è stata recepita e messa in cassaforte come si usa dire in questi casi.

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