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SULMONA – “Eventuali ordinanze già adottate in difformità alla regola generale, e in difetto delle necessarie motivazioni, risultano censurabili in sede di valutazione da parte del giudice amministrativo e, pertanto, ne appare opportuno il loro tempestivo ritiro”. A metterlo nero su bianco è il Prefetto dell’Aquila, Cinzia Teresa Torraco, che interviene al proposito della ripresa delle attività didattiche dopo la pausa delle festività natalizie nonostante il quadro epidemiologico tutt’altro che roseo. La recente giurisprudenza di merito  ha chiarito come “le ordinanze emergenziali si giustificano nell’ordinamento, e si fanno legge nel caso concreto, solo ove ricorra, nell’urgenza, la mancanza di altra regola che abbia previsto la fattispecie e l’abbia regolata”, ribadendo inoltre che “non residua spazio alcuno per disciplinare l’attività scolastica in stato di emergenza sanitaria, in quanto interamente e minutamente regolata dalle richiamate disposizioni di rango primario”. “Si può dunque agevolmente evincere da quanto disposto anche successivamente dal decreto, che qualsivoglia ordinanza sindacale volta a disciplinare la fruizione dei servizi educativi non potrà prescindere dalla disciplina di rango primario e, inoltre, non potrà prescindere dalla previa acquisizione del qualificato parere della competente Autorità Sanitaria, unica deputata in tal senso, in assenza del quale il provvedimento risulterebbe manifestamente carente nel profilo della motivazione atta a giustificarne l’adozione”- ricorda il Prefetto.  I sindaci del territorio provinciale sono stati quindi invitati a valutare “con la massima accuratezza l’eventuale adozione di ordinanze in materia, agendo comunque sempre in conformità alle norme nazionali e facendo riferimento alle indicazioni che puntualmente vengono rese dall’azienda sanitaria locale competente”. Sul territorio i comuni di Prezza e Scanno avevano deciso di sospendere le attività didattiche dopo l’esito dello screening scolastico che ha presentato numeri da capogiro. Le rispettive ordinanze scadono il 15 gennaio. Per cui non ci sarà probabilmente alcun ritiro. Va piuttosto rilevata la difficoltà del sistema a reggere il ritmo del contagio per via dell’organico carente. L’effetto del rientro in classe si è visto subito, d’altronde, sulla curva epidemiologica. Ieri sono stati diramati i primi due provvedimenti ed oggi sarà la volta di altre classi. Una quarantena è stata  attivata nelle ultime ore per una sezione di una scuola dell’infanzia a Sulmona mentre altre due classi di scuola primaria a Castel Di Sangro finiscono in isolamento. Senza contare le diverse positività segnalate dalle scuole medie e superiori con presenze dimezzate per via dei contatti stretti e delle pregresse sorveglianze. Due settimane di dad, in taluni casi, non avrebbero comportato così tanti problemi di apprendimento. (a.d’.a.)

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