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SULMONA – “Non mi sposto presso il domicilio perché siamo sprovvisti di dispositivi di protezione individuale”. E’ quanto si è sentita dire l’altra sera, per telefono, un’anziana di 91 anni che aveva richiesto le cure della guardia medica di turno dopo un improvviso svenimento nella sua abitazione. La donna si trovava in compagnia della nipote quando ha perso i sensi per poi riprendersi in un secondo momento, chiedendo aiuto alla guardia medica. La nipote si è messa quindi in contatto con la dottoressa di turno che, stando alla denuncia della giovane, si sarebbe rifiutata di intervenire per carenza di dispositivi. Una conversazione telefonica abbastanza animata viste le condizioni di salute dell’anziana zia. La giovane a quel punto ha raccontato tutto alla Polizia attraverso il centralino di emergenza 113. Gli uomini del Commissariato Ps di Sulmona hanno preso in carico la segnalazione e si sono subito messi in contatto con la guardia medica per sollecitare il rapido intervento o comunque per dirimere la controversia. Alla fine la dottoressa si è presentata a casa dell’anziana per il controllo dei valori pressori e per gli accertamenti del caso. E’ molto probabile che si sia trattato di un’ischemia cerebrale. L’anziana sta bene e si è rivolta al medico curante. La vicenda si chiude con un lieto fine ma la nipote dell’anziana non ha voluto lasciare nulla al caso, denunciando il caso anche alla nostra rubrica “Raccontalo al Mister”, attivata esclusivamente per l’emergenza Covid, ma scelta anche per gli altri problemi della sanità territoriale, legati indirettamente all’emergenza, ovvero la carenza di dispositivi per la continuità assistenziale. E’ il problema dei problemi: togliere mezzi, posti letto, personale e fondi per trattare altre patologie. Non è il personale sanitario a dimenticare gli altri malati, ma è il Covid-19 che rende difficoltoso erogare cure a tutti. “Non esiste solo il Covid e non ritengo normale che per ottenere le cure si debba arrivare a tanto, a chiamare cioè la Polizia”- sbotta la donna- “penso a chi non si sa barcamenare, agli anziani soli”. La giovane conclude sostenendo che “esistono anche altre patologie e questo episodio conferma comunque una difficoltà della medicina territoriale ad assecondare le richieste degli utenti”. Tra l’alto in piena pandemia.

Andrea D’Aurelio

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