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SULMONA – Non solo una classe action volta al risarcimento dei danni per gli atti incendiari, ma anche un’associazione di inquilinato che punta a vigilare sulla piena osservanza della normativa in materia. Si stanno muovendo in questa direzione i residenti del quartiere degli incendi che lo scorso 25 luglio hanno depositato una diffida-petizione al Comune di Sulmona con l’elenco degli interventi attesi da anni nel cosiddetto trilatero della cronaca, per contrastare tanto i fenomeni degli incendi dolosi quanto il degrado urbano. A distanza di oltre un mese dal primo summit a Palazzo che risale al 21 luglio scorso siamo tornati di persona a verificare la situazione nonché lo stato di evoluzione degli interventi richiesti. Qualcosa si è smosso dopo che, lo scorso 8 agosto, Ater e Comune hanno effettuato un sopralluogo sull’area volto alla riperimetrazione della stessa in termini di competenze e alla stipula di una nuova convenzione entro fine anno. Come primo passo è stata effettuata la bonifica dei “rifiuti datati” che da oltre vent’anni erano stati scaricati sul quartiere. Sono stati sostituiti i mastelli della differenziata anche se, secondo i residenti, va rivista la loro collocazione, vanno modificate le modalità di ritiro ma soprattutto rimossi i contenitori incendiati che restano accantonati ancora a ridosso delle palazzine, occupando almeno due stalli di sosta. Sul fronte della sicurezza è stata notevolmente incrementata la presenza e l’attività di pattugliamento delle forze dell’ordine ma ancora nessuna traccia delle 15 telecamere previste. Le ferie estive hanno sicuramente inciso sulle procedure da attivare. Per i residenti la quotidianità impone interventi a stretto giro sul fronte dell’incolumità e degrado urbano, almeno quelli ordinari: rimozione dei rifiuti più recenti nelle aree verdi, sostituzione immediata dei lampioni in via L’Aquila e negli altri quartieri, rimozione dei mastelli incendiati, riparazione urgente della rete fognaria al civico 26 dopo gli odori nauseabondi che si avvertono dall’ascensore, più volte segnalati dagli inquilini agli organi preposti, dopo la rottura della rete fognaria in seguito ad alcuni lavori. “Dobbiamo entrare in ascensore con la mascherina”- conferma un anziano. Insomma attenzione alta nel quartiere dove il portavoce, Alessandro Ferrini, ha chiesto un nuovo incontro con il sindaco per conoscere le tempistiche del cronoprogramma. “Altrimenti queste 230 persone le portiamo davanti al comune e alla sede aquilana dell’Ater”- rincara il portavoce che opziona l’istituzione di un’associazione di inquilinato, sostenuta da un pool di avvocati, per creare una sorta di cabina di regia che si occupi di controllare il rispetto delle norme civili e penali riguardo la vita di condominio nelle palazzine residenziali. Con il pretesto della petizione e della lotta alla microcriminalità, il “Rancitelli peligno”, come direbbe qualche residente, si sta man mano ricompattando sul piano sociale, superando divisioni e risentimenti al fine di ricostruire un unico volto da presentare alle istituzioni.

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