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SULMONA – Dalla psicosi fiamme si passa alla protesta. Sale la tensione in via XXV Aprile a Sulmona, quartiere balzato alle cronache il mese scorso, per l’incendio doloso appiccato su un’auto di proprietà di Alessandro Ferrini. Procura e Carabinieri stanno chiudendo il cerchio delle indagini ma nel frattempo i residenti vogliono tornare a un clima sereno e una vita normale. Qualcuno ha deciso di installare le telecamere “fai da te” nella propria abitazione, colmando una carenza del Comune che non ha attivato l’impianto di sorveglianza promesso, proprio per tutelarsi contro incendi o atti intimidatori. Anche la vittima dell’ultimo incendio ha richiesto la formale autorizzazione alle autorità competenti per predisporre le telecamere in casa nei vari punti strategici. A distanza di un mese dall’ultimo episodio che ha riacceso la preoccupazione si contano i danni nel “quartiere di nessuno”. L’intonaco danneggiato è ancora da riparare come pure i due garage, danneggiati dalle fiamme, sono praticamente inaccessibili con ovvie ripercussioni per gli inquilini che non possono nemmeno entrarci per fare rifornimento di provviste. Una situazione che rasenta il paradosso e che gli inquilini, proprio per il tramite di Ferrini, denunciano a gran voce. “Chiediamo un intervento urgente all’Ater e al Comune. Ci hanno detto che qui ci sono le telecamere. Invitiamo la sindaca a venire dalle nostre parti per rendersi conto della situazione”- tuona il sulmonese che ha scritto anche a Questore e Prefetto per sollecitare l’Ater a predisporre i dispositivi di sicurezza e antincendio. E’ evidente che alcuni interventi necessitano di tempo e non si eseguono dall’oggi al domani. Un sopralluogo dei tecnici è stato effettuato nelle scorse settimane ma i residenti spingono il piede sull’acceleratore perché, alla fine, non possono essere loro a pagare.

Andrea D’Aurelio

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