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SULMONA – Finisce un incubo per l’anziana di 75 anni, residente a Sulmona, che da nove mesi era in attesa di un riscontro da parte della Asl sulla richiesta di indennità di accompagnamento. L’altro giorno, trascorse appena 13 ore dal nostro articolo e dalle verifiche poste in essere dal Tribunale per i diritti del Malato, l’equipe della Asl, si è presentata a casa della donna per svolgere la visita domiciliare ai fini dell’accertamento dei requisiti per il rilascio dell’indennità. Un grande respiro di sollievo lo hanno tirato l’anziana in questione e i suoi familiari che si erano scontrati contro le carenza del sistema e le disavventure capitata alla 75 enne. La donna, dopo aver inoltrato la domanda lo scorso luglio, era entrata in coma a gennaio a seguito dell’infezione da Covid, essendo soggetto fragile. Al suo risveglio si sono aggravate tutte le sue pregresse patologie, certificate dal medico curante. La Asl, sollecitata dalla famiglia, aveva chiesto di trasportare l’anziana presso gli uffici di via Gorizia con respiratore portatile. Una proposta impercorribile viste le condizioni della donna. A seguito della denuncia dei familiari al Tdm e ad Onda Tg, finalmente la visita domiciliare è stata effettuata. La macchina collaudata si era inceppata ma l’intervento dell’azienda, dell’informazione e dei volontari ha riacceso una speranza per i soggetti fragili. C’è chi lavora per distruggere e chi per costruire o risolvere. I fatti non sono voci.

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