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Il Consiglio regionale riunito oggi all’Aquila è stato rinviato senza esaminare la parte più importante dell’ordine del giorno per le divisioni in seno alla maggioranza di centrodestra che governa la Regione dal febbraio del 2019. In particolare, sono saltate le nomine, tra tutte quella del difensore civico, che ha un compenso di 54mila euro lordi, e del componente della Regione in seno al Cda del teatro Marrucino di Chieti, che è a titolo gratuito: eppure, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, nei giorni scorsi aveva convocato la seduta in presenza perché in modalità da remoto non si sarebbe potuta effettuare la votazione a scrutinio segreto. Tuonano le opposizioni di centrosinistra e del M5S che parlano di paralisi. A causare l’ennesima spaccatura, questa volta la dura presa di posizione del capogruppo di Fi, Mauro Febbo, uomo forte del centrodestra di Chieti, ex assessore alle attività produttive e al Turismo, che di fatto da tre settimane blocca per protesta l’attività della commissione bilancio dove transitano tutti i provvedimenti che poi devono essere esaminati dal Consiglio regionale: Febbo che in forza dei suoi tre voti non permette la maggioranza del centrodestra, rivendica la nomina al Marrucino, istituzione che considera una sua creatura, dell’ex presidente, Paolo Roccioletti, osteggiato dalla Lega e da Fratelli d’Italia. Febbo in autunno è stato rimosso dall’assessorato per volere della Lega dopo che alle elezioni del capoluogo teatino aveva appoggiato al primo turno un candidato civico sostenuto da forze bipartisan e non quello del centrodestra, il salviniano Fabrizio Di Stefano, che poi ha perso nettamente al ballottaggio con Diego Ferrara, del centrosinistra. Il centrosinistra non trova la quadra neanche sul difensore civico: a contendersi la poltrona l’ex assessore regionale ai Trasporti, l’avvocato Giandonato Morra, ex segretario regionale ddi FdI e candidato sindaco perdente del centrodestra a Teramo, e il più volte consigliere regionale Benigno D’Orazio, avvocato e consulente della Lega nel gruppo consiliare abruzzese. La Lega rivendica la casella per via del fatto che la presidenza dell’istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise è andata a FdI. “Ancora un nulla di fatto in Consiglio regionale fermo dall’inizio del 2021 per la conflittualità e le guerre intestine al centrodestra, in relazione soprattutto alle nomine ma non solo – tuona il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci -. Sono 4 sedute in cui si discute solo di interpellanze e interrogazioni presentate dalle opposizioni. Oggi si è parlato del piano vaccinale che a nostro avviso è molto incompleto ma che si è discusso dopo tre mesi di denunce da parte delle opposizioni: la nostra amarezza è che la paralisi del Consiglio per responsabilità del centrodestra è molto grave anche in relazione al delicato momento sanitario, economico e sociale per via della pandemia – conclude l’esponente dem.

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