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In merito alle polemiche sull’ambulanza donata dal M5S alla Asl1, con una nota Giorgio Fedele, Consigliere regionale del M5S autore dell’interpellanza, risponde a quanto affermato dal manager Testa:

“Rimango stupito delle parole del direttore della Asl 1 Roberto Testa e del Responsabile del 118 Gino Bianchi che parlano di fake news.

Bisognerebbe ricordare che l’Ambulanza in questione è stata presa in atto dalla ASL1 con la deliberazione n.2038 del 7/11/2018. Circa 21 giorni dopo, il 28 novembre 2018 è stata consegnata l’ambulanza con la dotazione che la stessa Asl 1 aveva richiesto al M5S. Dopo le vacanze di Natale, esattamente l’11 gennaio 2019 ,il Responsabile del 118, tramite nota avente oggetto “Richiesta acquisto dotazioni ed elettromedicali ambulanze di soccorso avanzato”, chiede le dotazioni per far entrare in servizio l’ambulanza ed è il primo a far notare che dal 2018 sono iniziati a decorrere i 5 anni di possibile servizio, e per questo chiede la massima celerità. A questo proposito chiede di conoscere il responsabile del procedimento ma, a quanto risulta, non avrà mai una risposta per iscritto né dalla Direzione generale, né dalla UOC Acquisizione beni e servizi. A questa richiesta segue una settimana dopo, precisamente il 18 gennaio 2019, una nota della UOC ingegneria clinica, avente oggetto “Allestimento ambulanza-rif. nota prot. 7275 del 1.11.19”. L’Unità in questa nota concorda circa le richieste di acquisto avanzate, ribadendo anche loro il carattere di urgenza data l’inoperatività dell’ambulanza. Dovrebbe essere tutto finito, ma purtroppo non è così. Anzi, qui le cose si aggravano.

Passa quasi un anno, e a fine 2019, precisamente il 4 dicembre, mi reco nello svolgere la mia funzione di sindacato ispettivo presso il P.O. San Salvatore di L’Aquila, e vedo che l’Ambulanza è abbandonata nel piazzale con i sigilli ancora presenti. Foto e video testimoniano quanto affermo.

E’ immediata la mia richiesta agli atti che formalizzo il 5 dicembre 2019, e nell’accesso richiedo tutta la documentazione prodotta, perché ritengo inconcepibile che da novembre 2018 a dicembre 2019 l’ambulanza sia ancora lì inutilizzata. Il caso vuole che proprio un giorno dopo la mia visita ispettiva e lo stesso giorno del mio accesso agli atti, parta la Determina n. 215 assunta dalla UOC Acquisizione beni e servizi avente ad oggetto “Procedura sotto soglia, per la fornitura di attrezzature ecc…”, documento col quale dispongono finalmente, a quasi un anno dalla richiesta del Responsabile del 118, l’acquisto di quanto richiesto.

Il 6 dicembre tramite una conferenza stampa il M5S denuncia questo grave ritardo, e la notizia esce su tutta la stampa locale.

Il 10 dicembre 2019 presento in Regione Abruzzo l’interpellanza con oggetto Ambulanza donata alla ASL 1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila dal Gruppo Consiliare M5S.

Il 13 febbraio 2020, la ASL1 riscontra il mio accesso agli atti. Sostengono che mi avevano già risposto il 7 gennaio 2020, ma di questo inoltro non si è trovata traccia, a volte la vita è strana.

La mia interpellanza viene calendarizzata e discussa in Consiglio regionale il 29 settembre 2020, nella risposta l’Assessore Verì sostiene che i primi giorni di marzo 2020 l’ambulanza sarebbe entrata in servizio presso il P.O. SS Annunziata di Sulmona. Primi giorni di marzo 2020, quindi se indicativamente prendiamo la data del 10 marzo 2020 come ipotetica entrata in servizio dell’ambulanza, la ASL1 ha impiegato “solo” 468 giorni per metterla su strada”.

Il mio stupore proviene da due fattori: il primo è la sicurezza con cui sono state riportate informazioni errate a difesa di un ritardo inaccettabile; la seconda è il modus operandi che ha contraddistinto ogni soggetto coinvolto in questa vicenda, a partire dall’Assessore alla Sanità di Regione Abruzzo: invece di cercare di capire dove si è creato il cortocircuito che ha tenuto fermo un mezzo di soccorso così a lungo prima di vederlo assegnato a Sulmona, si tenta in tutti i modi di nascondere la polvere sotto al tappeto. Le parole di Testa e Bianchi che leggo sulla stampa relativamente ai tempi di attivazione dell’ambulanza, tra l’altro, sono in contrasto anche con quanto riportato in Consiglio regionale dall’Assessore Verì. Voglio precisare, inoltre, che quello che stupisce è l’arroganza verbale e istituzionale di chi difende l’indifendibile ben sapendo che ci sono atti su cui è impossibile fare chiacchiere da bar. Forse sono loro che dovrebbero chiedere scusa ai cittadini e al personale sanitario che sono stati privati di un mezzo di soccorso senza un motivo valido”.

 

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