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Rocca di Mezzo– Sembra aver avuto successo di partecipazione il sit-in di protesta contro la proposta di legge regionale di riperimetrazione del Parco regionale Sirente Velino organizzato dal Comitato Spontaneo, cittadini della Valle Subequana, associazioni ambientaliste, sindacati, partiti politici e movimenti di centrosinistra, dal Pd a Sinistra Italiana, dal Movimento Giovanile della Sinistra ad Articolo 1 fino a Potere al Popolo e Rifondazione comunista.

Il presidente del CAI Abruzzo, Gaetano Falcone ha affermato che la riperimetrazione è un brutto segnale dal punto di vista culturale che rischia di indebolire l’immagine della Regione Verde d’Europa e regione dei Parchi. I cittadini si sono mostrati attenti e partecipi al problema tanto che la risposta alla petizione online è stata generosa contando su migliaia di firme. La Regione non può ignorare tutto ciò.

“Siamo qui non solo per chiedere che il parco non venga ridimensionato ma che venga rilanciato” osserva Filomena Ricci, delegata Wwf Abruzzo. “L’Abruzzo è conosciuto in tutta Italia e anche in Europa per la sua identità legata alla natura selvaggia e alle aree protette. Su questo la Regione deve scommettere, su questo grande patrimonio ecosistemico”.

L’obiettivo della mobilitazione non è solo quello di bloccare la proposta di riduzione di 8 mila ettari dal perimetro del Parco, ma anche di chiedere un rilancio dell’area protetta attraverso investimenti, fondi dedicati, la ricostituzione della struttura di gestione con l’uscita dal commissariamento lungo cinque anni, la nomina di un presidente e, finalmente, l’approvazione del Piano del parco.
Anche Augusto De Sanctis, del Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, ha affermato che è un comportamento poco lungimirante questo della Regione. Resterebbero tagliate fuori aree fondamentali per la fauna selvatica, come le Gole di San Venanzio dove nidificano l’aquila reale e il gufo reale. Il parco Sirente Velino ha tutte le caratteristiche per diventare una grande attrazione turistica a livello mondiale, basata su un turismo naturalistico e culturale sostenibile.

 

Della proposta di riperimetrazione si è occupato anche Il Manifesto che, ieri, ha dedicato un lungo articolo, firmata da Serena Giannico, all’area protetta “più sforbiciata d’Abruzzo”.

“Periodicamente, da destra e da sinistra- si legge nel pezzo- sono stati attuati vari ridimensionamenti. E’ successo nel ’98, nel 2000 e nel 2011. Altri sono stati sventati. Attualmente il Parco naturale regionale del Sirente-Velino è di 54.361 ettari, ma non ha ancora trovato requie. Perché l’attuale giunta regionale, a trazione leghista, il 15 giugno scorso, ha dato vita e ha approvato un progetto di legge che revisiona i confini del Parco. A seguire la parola passerà al Consiglio”.

Il Manifesto sottolinea il successo della petizione online, “in breve sono state raccolte 80 mila firme”, e ricorda il sit-in a Rocca di Mezzo, “organizzato dal neonato comitato ‘Salviamo il Parco Sirente-Velino’ e al quale hanno aderito partiti, movimenti, comitati”. A sponsorizzare la riperimetrazione – scrive Serena Giannico – è l’assessore salviniano Emanuele Imprudente, secondo cui si tratta di un provvedimento che ‘non incide sostanzialmente sulle peculiarità ambientali dei luoghi e che interessa quasi esclusivamente territori coltivati e centri abitati, andando incontro sia agli agricoltori che ai Comuni interessati in relazione all’emergenza dei danni da fauna selvatica e alle difficoltà connesse alla ricostruzione post-terremoto che trova rallentamenti procedurali legati alla presenza del Parco’. Si tratta di un’iniziativa – aggiunge – ‘frutto di un processo di partecipazione venuto dal basso, in quanto proposto con specifiche deliberazioni di Consiglio comunale e condiviso dall’intera comunità‘. Si tratta ‘di un territorio di grande valenza naturalistica e di fondamentale importanza per la biodiversità. Non si può più rimandare il suo rilancio: la Regione ne deve fare un luogo di eccellenza, un campo di sperimentazione, di riduzione dei conflitti con la popolazione attraverso la realizzazione di buone pratiche di gestione e interventi di promozione. Si doti finalmente il Parco di organi amministrativi, dato che è commissariato dal 2015, con figure competenti e con adeguati finanziamenti: si lavori con il territorio’.

Insomma, è evidente che sul Parco si sta giocando una “sfida” che poco ha a che vedere con l’ambiente e molto con la speculazione politica.

 

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