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PACENTRO – E’ stato presentato a Pacentro nella Villa Comunale il libro di Anna Rizzo:

“I Paesi Invisibili” Manifesto sentimentale e politico per salvare i Borghi d’Italia. La manifestazione culturale è stata realizzata a cura del Centro Studi e ricerche “Vittorio Monaco”. Presentazione molto partecipata, presenti amministratori del territorio e contadini oltre i soci dell’aassociazione, cittadini del borgo ed altri. Idea e scopi della pubblicazione : salvare paesi e borghi che rischiano di restare abbandonati.

Esistono luoghi in cui non sembra vivere nessuno. Strade solitarie su cui muovono i passi sparuti camminatori, case centenarie in cui i silenzi sono rotti solo dal ronzio di qualche apparecchio televisivo lontano, antichi muretti su cui camminano gatti randagi e lucertole, vecchie stufe a gas a riscaldare ampie stanze semivuote. Sebbene ci possa sembrare uno scenario desolato, queste immagini raccontano in verità una storia di resistenza: quella di tredici milioni di persone che continuano ancora oggi ad abitare i borghi e i paesini d’Italia che, lentamente si svuotano perdendo servizi e attività fondamentali. Anna Rizzo, antropologa che da anni studia e collabora con le piccole comunità delle cosiddette «aree interne» del paese, ci porta alla scoperta di questo arcipelago in gran parte sconosciuto. Il suo è un resoconto personale di queste realtà ai margini, solitamente visibili sulle mappe solo se illuminate da una tragedia mediatica o dalle sirene romanticizzanti del turismo, e quasi mai raccontate in modo onesto e senza facili nostalgismi: Frattura di Scanno ad esempio è tra i borghi esaminati dalla Rizzo. Anna Rizzo affronta le problematiche legate allo spopolamento e allo stato di abbandono di edifici e infrastrutture, interroga i cittadini sui loro bisogni, sulle loro paure e sulle strategie di adattamento che hanno individuato, ragiona attorno alle motivazioni di chi è rimasto e di chi se n’è andato. I paesi invisibili è, assieme, una panoramica nitida delle piccole comunità d’Italia e un manifesto: una ricognizione fuor di retorica della situazione in cui versano attualmente i nostri borghi e degli interventi necessari per evitare che, tra sfruttamento turistico e incuria dello Stato, un pezzo importante della nostra identità collettiva, della nostra storia, finisca cancellato per sempre.

Ci viene in mente un concetto espresso tempo addietro, in una nostra intervista, da parte del Presidente del Centro Studi Bruno Di Bartolo : “Qualsiasi progetto di sviluppo territoriale – sosteneva e certo sostiene anche oggi Di Bartolo – che non tenga conto dell’uomo con le sue esigenze, i suoi bisogni, le sue necessità, è un progetto destinato a fallire”

La manifestazione si è rilevata molto interessante anche per un serrato dibattito su questi argomenti da parte di amministratori ed anche di contadini e residenti. In sostanza si è ragionato insieme all’autrice di questi problemi con la lettura di brani della pubblicazione.

Una bella serata culturale dunque con la speranza che lo stato, e le altre autorità regionali e locali possano prendere maggiore consapevolezza dei problemi dello spopolamento dei borghi e paesi d’Italia.

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