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ANVERSA DEGLI ABRUZZI – Rischia di trasformarsi in un caso irrisolto il giallo di Castrovalva, frazione di Anversa degli Abruzzi, dove esattamente un mese fa, il 30 luglio scorso, è stato rinvenuto un cadavere in un sacco a pelo. Dopo trenta giorni di accertamenti e riscontri non si è ancora riusciti a dare un nome e un volto a quel corpo senza vita. Le indagini finora hanno portato a scoprire che potrebbe trattarsi di un anziano, tra i settanta e gli ottanta anni di età. Non è un pregiudicato visto che nessun riscontro è arrivato con l’esame del dna tra la banca dati delle forze di polizia. Si è appreso inoltre che il cadavere si presentava senza vestiti, avvolto in un lenzuolo e chiuso in un sacco a pelo. Il corpo, trovato dopo dieci giorni dalla morte, si presentava in evidente stato di decomposizione, fatta eccezione degli arti inferiori, come emerge dalle indiscrezioni dell’ultimo minuto. L’ipotesi più accreditata è quella dell’occultamento di cadavere. Su questa direzione si stanno concentrando le indagini di Carabinieri e Procura. Qualcuno aveva pensato anche ad una pratica musulmana ma il luogo di ritrovamento e le modalità fanno comunque pensare ad un’azione criminosa. Sul cadavere non sono stati rinvenuti segni di violenza, come accertato con l’esame autoptico. Per cui potrebbe non trattarsi di omicidio. Sull’identità tutte le ipotesi restano aperte, anche quella emersa negli ultimi giorni del pastore clandestino, che ha portato i militari ad ispezionare le aziende del territorio comunale con la richiesta della documentazione riguardante il personale over 60. Ma non è questo l’unico filone al vaglio degli organi inquirenti che stanno andando avanti con l’attività investigativa. L’inchiesta negli ultimi giorni si è allargata oltre i confini regionali poiché le verifiche sulle possibili denunce di scomparsa e sulle ipotesi circolare si sono estese anche su scala extra regionale. Al momento non sarebbero emerse particolari novità. La salma, nel frattempo, si trova ancora nella cella frigorifera dell’obitorio dell’ospedale di Chieti, in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria. Un cadavere senza nome e un corpo senza riposo e sepoltura. Per il momento. Secondo gli addetti ai lavori venire a capo della vicenda non sarà facile.

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