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SULMONA – Evade dalla detenzione domiciliare ma solo per la raccolta differenziata. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, ha pronunciato la sentenza di assoluzione, per la particolare tenuità del fatto, per il 49 enne di origini sicialiane, Ivano Antonio Di Marco, tratto in arresto lo scorso 17 settembre dai Carabinieri della compagnia di Sulmona in flagranza di reato, ovvero mentre usciva dalla propria abitazione dove si trova ristretto in detenzione domiciliare. Lo stesso, già detenuto nel carcere di Sulmona, deve scontare la pena residua di tre mesi. Arrestato per la prima volta nel 2010, per associazione a delinquere di stampo mafioso, ha scontato una parte della pena dietro le sbarre e il resto nell’abitazione sulmonese in detenzione domiciliare. La pattuglia dei Carabinieri, che lo teneva sotto controllo dopo una prima segnalazione, lo ha fermato mentre usciva di casa. Da qui l’arresto, convalidato dal Tribunale che aveva revocato la misura cautelare dei domiciliari, in sede di udienza di convalida. Nella giornata di ieri il 49 enne è tornato davanti al giudice per il direttissimo, celebrato con rito abbreviato. Nel corso della discussione è passata la linea difensiva dell’avvocato, Maria Grazia Lepore, che aveva spiegato che la condotta del suo assistito non era finalizzata alla violazione della detenzione domiciliare ma alla mera raccolta differenziata. Lo stesso si era portato al di fuori del portone d’ingresso per depositare il mastello del vetro. La Procura ha invece contestato l’evasione con la richiesta di 18 mesi di reclusione, per via della scelta del rito e della recidiva specifica nonchè per il trascorso dell’imputato. Il giudice, alla fine, ha ricondotto l’episodio nell’alveo della tenuità del fatto, mandando assolto l’imputato, che dovrà continuare ad osservare la detenzione domiciliare fino a scontare la pena residua.

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