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SULMONA – “Stessi eventi e stessi diritti altrimenti chiamateci corso Mazzini”. La provocazione che rende l’idea arriva da una coppia di esercenti del centro storico, Silvia Golemme e Marcello Villani, che stanno predisponendo una lettera da indirizzare all’assessore alla cultura e al turismo nonchè al sindaco, Gianfranco Di Piero, per riavvolgere il nastro sull’estate al capolinea ma anche per guardare al futuro. Entrambi sulmonesi di adozione, conducono due attività nel centro storico, in zona Porta Napoli. In più hanno deciso di investire dentro le mura antiche poichè risiedono in via Ercole Ciofano. Vivono nella zona nord e lavorano in quella sud. Anche se sarebbe ora di cambiare approccio culturale e paradigma per uniformare l’anima del centro storico. Nella missiva si chiede di investire sul decoro urbano e pulizia, di reprimere il fenomeno delle deiezioni canine sempre più presente, di installare una cartellonistica anche nella zona di Porta Napoli per risaltare e mettere in evidenza i siti culturali presenti in quel perimetro del centro storico che segna l’inizio del corso, stando alla toponomastica. Al riguardo non manca la reprimenda per qualche guida turistica del treno storico che talvolta omette di far visitare la zona in questione. La coppia di esercenti chiede rispetto ed equità nell’organizzazione degli eventi, specie quelli finanziati con risorse pubbliche. “Altrimenti che senso ha continuare a dire e scrivere corso Ovidio. Chiamateci corso Mazzini”- incalzano, ricordano la raccolta firme di quattro anni fa quando gli operatori commerciali chiesero a Comune e Soprintendenza di ripristinare la fontana pubblica nei pressi della statua di San Celestino V. “Se vogliamo crescere dobbiamo assomigliare alle altre realtà dei centri storici, dove il centro è pressocchè off limits alle auto tutto il giorno. Dobbiamo anche smetterla di definire Porta Napoli come una zona sfigata. Lavoriamo benissimo e non è il lavoro o la clientela che ci manca. Anche i nostri concittadini dovrebbero fare uno sforzo in tal senso”- sottolineano i due commercianti. Non l’ennesima polemica sterile ma uno sfogo nero su bianco per incentivare e stimolare il Comune a darsi da fare per quanto di sua competenza al fine di rendere bella e attrattiva una zona che sulla carta già lo è.

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