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SULMONA – “Fermo restando il diritto al lavoro, al pari di ogni altro cittadino, della consorte dell’assessore, riteniamo che il marito, peraltro titolare della delega alle società partecipate, non possa sottrarsi al dovere civico e morale, a tutela della credibilità istituzionale del Comune di Sulmona e della più importante società partecipata, di rassegnare il mandato assessorile”. A chiedere la testa dell’assessore comunale, Stefano Mariani, sono i consiglieri di minoranza Maurizio Balassone, Elisabetta Bianchi, Francesco Perrotta, Fabio Pingue, Roberta Salvati e Mauro Tirabassi che escono allo scoperto sulla vicenda dell’assunzione della moglie dell’assessore nella cooperativa Satic, dopo la nota ricevuta dal circolo locale del Pd che nei giorni scorsi aveva chiesto chiarimenti al sindaco e oggi, in una nota, ha reiterato la richiesta di dimissioni a Mariani. Secondo la minoranza “l’analisi dei fatti , operata sulla stregua di una valutazione di carattere esclusivamente politico, impone una semplice considerazione: la cooperativa in questione svolge servizi per conto del Comune di Sulmona e della Società Cogesa, sulla quale l’ente territoriale esercita il potere del ‘controllo analogo’. In relazione a ciò, esprimiamo l’avviso secondo il quale, quantomeno per ragioni di opportunità, andrebbe rimosso ogni ostacolo che rischia di compromettere la credibilità dell’istituzione municipale e la legittimità degli atti dalla stessa e dal Cogesa adottati nei confronti della Cooperativa Satic”. Per questo concludono i consiglieri di opposizione “l’esigenza di fugare ogni dubbio assume carattere di assoluta priorità. Del resto, nessuno deve essere indotto a pensare che le iniziali rocambolesche vicende della Cooperativa Satic e le difficoltà dalla stessa a suo tempo incontrate nei rapporti con il Sindaco e la Giunta abbiano costituito solo l’espediente per piegare le scelte della Cooperativa alle volontà della maggioranza comunale e di chi ne ispira e determina l’azione”.

Andrea D’Aurelio

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