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SULMONA – All’anagrafe è M.L. ma davanti alla Polizia, nel marzo del 2018, si era finto kossovaro, tale Ibrahimi Lattifi, rilasciando false attestazioni, tanto da essere prima tratto in arresto e poi rilasciato con l’obbligo di firma. Ieri per un 40 enne di Roma si è aperto il processo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Sulmona, Francesca Pinacchio. L’accusa è quella di sostituzione di persona ma la storia è curiosa e per certi versi anche surreale. L’imputato è un senza tetto che di tanto in tanto circola in città e staziona nei pressi del Teatro Comunale e in altre zone “osservate speciali”. Per lui lo scorso anno fa era scattata anche una gara di solidarietà da parte di alcuni avventori che non riuscivano a sopportare il fatto che l’uomo potesse coricarsi al freddo e al gelo ogni santa notte. Ma quel 31 marzo 2018 ( sabato santo) M.L. si era inventato tutti davanti agli agenti della Squadra Volante del Commissariato Ps di Sulmona. Stando almeno al quadro accusatorio che ha portato prima al rinvio a giudizio lo scorso 20 febbraio e poi all’apertura del processo nella giornata di ieri. Secondo la ricostruzione dei fatti operata dagli organi inquirenti, il 40 enne era arrivato a Sulmona per festeggiare la Pasqua con alcuni amici tant’è che sarebbe passato anche per la Caritas. Poi la corsa alla stazione per prendere il treno dove sarebbe stato fermato dagli agenti per un controllo. In quel momento l’uomo avrebbe dichiarato false attestazioni, inventandosi nome, cognome, nazionalità. Poi i controlli più approfonditi, con un tesserino trovatogli addosso, che ha permesso alla Polizia di risalire alla vera identità dell’uomo che, si è scoperto, aveva precedenti per violenza sessuale, furto e rapina. Anche per questo la Procura ordinò l’arresto in flagranza di reato. Ora per il clochard si apre il procedimento penale. Al suo avvocato, Alessandro Tucci, il compito di smontare il castello accusatorio.

Andrea D’Aurelio

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