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SULMONA – Era finito sotto processo con la pesante accusa di ricettazione per aver trovato e usato un telefono cellulare in un locale di Sulmona. Ma ieri, per Ihor Shtyk, 29 enne di origine ucraina fino a qualche anno fa residente in città, è arrivata la sentenza di assoluzione pronunciata dal giudice monocratico del Tribunale di Sulmona, Concetta Buccini, perché il fatto non costituisce reato. La vicenda risale al 2015. Il 29 enne si trovava in un locale cittadino quando, nel corso di una serata, ha trovato per terra un Samsung di colore bianco. Un telefono che non era di ingente valore. Si è comunque preoccupato di rintracciare il legittimo proprietario per riconsegnare l’oggetto smarrito e ha inserito la sim nel telefono per chiamare qualche contatto registrato in rubrica. Dopo una serie di tentativi andati a vuoto il giovane ucraino ha desistito e ha lasciato il telefono nel locale, proprio dove lo aveva trovato. Una buona azione che è costata un capo d’imputazione per ricettazione. E non è solo una rima. Da una denuncia presentata alla Polizia si è appreso in seguito che quel telefono abbandonato nel locale era stato rubato. Un ragazzo di Sulmona aveva denunciato il furto. Tramite analisi tecniche e con il riscontro dei tabulati telefonici, le forze dell’ordine sono riuscite ad associare il codice Imei del Samsung ad un’utenza cellulare in uso all’ucraino. E’ iniziato quindi il procedimento penale a carico del 29 enne che si è chiuso con la sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Se è vero che anche solo utilizzare un oggetto non di proprietà può configurare l’accusa di ricettazione, il giovane, difeso in giudizio dall’avvocato Antonella Santilli, è riuscito a dimostrare che aveva inserito la sim solo con l’intento di restituire l’oggetto al proprietario.  Il cellulare non è stato più rinvenuto e nemmeno la polizia giudiziaria ha potuto eseguire degli accertamenti più approfonditi. Alcuni test hanno confermato che il valore del telefono non era ingente e quindi il malcapitato non aveva nessun motivo per entrarne in possesso in modo illecito. Per il 29 enne finisce un piccolo incubo giudiziario.

Andrea D’Aurelio

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