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In una nota, Pierluigi Iannarelli ed Enrico Perilli, rispettivamente segretario aquilano e regionale di Sinistra Italiana, intervengono sulla società Gran Sasso:

“Gli incassi da record registrati questa estate dal Centro Turistico del Gran Sasso grazie al boom di presenze di turisti senza precedenti, stanno a dimostrare che le tanto vituperate aree interne, il Gran Sasso e il turismo di montagna nel periodo estivo, possono essere i punti di forza per il rilancio socio economico del nostro territorio. Auspichiamo innanzitutto che queste maggiori somme vengano impiegate per dare serenità e sicurezza a tutti i lavoratori, madri e padri di famiglia del Centro Turistico che ormai da anni sono costretti, in alcuni periodi, a forti sacrifici, visti i ritardi nella erogazione delle spettanze. Maggiori introiti che parallelamente possano permettere, e questo è l’invito che facciamo all’Amministratore Dino Pignatelli, di concedere delle scontistiche importanti, nell’ordine minimo del 30% sui nuovi abbonamenti 2020/2021 a chi, nella passata stagione sciistica ha contratto degli abbonamenti (parliamo anche di interi nuclei familiari) non adeguatamente sfruttati a causa, in un primo momento, per la mancanza di neve e successivamente per l’emergenza sanitaria. Quello che non ci stancheremo mai di evidenziare, confortati dai fatti, è la necessità di approntare una nuova strategia vincente, ovvero, parallelamente alla concessione di contributi finanziari, una riduzione della dipendenza dalla neve e dallo sci, integrando l’offerta turistica da un lato e puntando ad un turismo distribuito nelle quattro stagioni dall’altro. I cambiamenti climatici stanno influenzando in maniera determinante le scelte da intraprendere per gli sviluppi del turismo nei prossimi anni, pertanto si dovranno adottare nuove strategie di adeguamento nel turismo montano. I nuovi concetti fondamentali da seguire dovranno essere, turismo a passo lento, cultura tradizionale e destagionalizzazione. Ovviamente tutto questo – sottolineano – sarà possibile soltanto se questi nuovi processi di crescita saranno supportati da una volontà politica in grado di mettere in pratica i bisogni e gli stimoli che vengono proposti loro, ma su questo a malincuore, visti i precedenti, nutriamo numerose perplessità. La crisi è quando il vecchio muore e il nuovo non può nascere’, questa frase di Antonio Gramsci è più attuale che mai e ci invita a riflettere sul fatto che in tempi estremamente complicati è necessario ricercare qualcosa di profondamente diverso, in grado di dare nuova linfa e spinta al turismo e quindi in generale all’economia di montagna”, concludono Iannarelli e Perilli.

 

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