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SULMONA – Tra le altre cose avrebbe commesso un furto e forzato un posto di blocco, violando la misura di prevenzione di sorveglianza speciale e il conseguente obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di due anni. Si sarebbe scoperto che viaggiava senza patente e con il mezzo non coperto da assicurazione. In diverse circostanze, gli agenti del Commissariato Ps di Sulmona, non lo avrebbe trovato nella sua abitazione durante le operazioni di controllo, documentando uscite fuori orario, in spregio alle prescrizioni imposte dal Tribunale di sorveglianza. Ma per M.V., 52 enne di Sulmona già noto alle forze dell’ordine, finito ieri davanti al giudice monocratico, Francesca Pinacchio, è tutto da rifare. Il giudice, recependo l’istanza dell’avvocato difensore, Andrea Marino, ha rimandato gli atti al Pm per la riformulazione del capo d’imputazione. Sostanzialmente, nel corso del processo, sono venuti fuori altri episodi, la cui contestazione richiede il passaggio per l’udienza preliminare che la Procura aveva bypassato, ricorrendo al giudizio immediato. Per questo la trafila ricomincia da capo. La Procura dovrà ora chiedere il rinvio a giudizio, si dovrà passare per il Gup e poi approdare nell’aula del monocratico. Una filiera che dovrà essere seguita per filo e per segno. Quanto al merito delle contestazioni, che fanno riferimento al periodo che va da dicembre 2019 a febbraio 2020, il 52 enne si sarebbe reso responsabile di un furto di gasolio e non si sarebbe fermato all’alt intimato dai Carabinieri in un posto di blocco, guidando senza patente e senza revisione. Inoltre, almeno in quattro occasioni, non è stato trovato all’interno della propria abitazione nè nelle vicinanze risultava parcheggiata la sua autovettura. Tutte accuse che la difesa intende smontare nelle sedi opportune dal momento che, stando a quanto riferito dall’imputato, da tempo non funzionava il citofono della sua abitazione. Per cui non vi sarebbe la prova del suo allontanamento da casa e quindi della violazione della sorveglianza speciale. Lo stesso non poteva rincasare la sera più tardi delle ore 21 e non uscire la mattina prima delle 7. Ai giudici il compito di stabilire se le contestazioni risultano più o meno solide. Intanto il capo d’imputazione deve essere riformulato, alla luce delle più recenti integrazioni. In poche parole tutto da rifare.

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