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SULMONA – “Siamo in salvo perchè ci troviamo nei pressi del lungo mare. Ma la vacanza si è trasformata in un incubo. Il torrente che si è alzato di tre-quattro metri in trenta minuti. Il telefono che squilla in continuazione e la paura che possa ricominciare a piovere”. Il racconto di Giovanni (nome di fantasia), giovane sulmonese di 30 anni, si inserisce nello scenario apocalittico di Senigallia, il comune in provincia delle Marche che è stato letteralmente flagellato dal maltempo degli ultimi giorni. Undici vittime e tre dispersi. Un bilancio che sale e che fa accapponare la pelle. Macchine trascinate via dall’acqua, decine di persone intrappolate, case e locali commerciali invasi dall’alluvione, corsi d’acqua esondati, alberi abbattuti, frane e black out. L’allerta non è ancora cessata. Nel pomeriggio di sabato, intorno alle 17, si è affacciato il sole a dare sollievo ai cuori. Una speranza di archiviare questa drammatica esperienza. “Siamo venuti in vacanza a metà settembre e proprio il giorno prima dell’alluvione abbiamo visitato il centro storico. Fortuna che la nostra zona non è stata colpita ma abbiamo vissuto giorni di panico, sapendo che a 10-15 minuti a piedi da noi c’era l’apocalisse”- racconta il sulmonese. “ho trovato una ventina di chiamate perse da casa, abbiamo trascorso il tempo a consultare il meteo e scrutare l’orizzonte dalla finestra. Finalmente ora un pò di sole”. Una vacanza non proprio da incorniciare.

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