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SULMONA – “Nonna per favore puoi ritirare il computer? Sono cinquecento euro. Poi te li ridò”. I malviventi ci riprovano ma questa volta, per fortuna, è andata male. La telefonata è arrivata a un’anziana di Sulmona che non è caduta nel tranello e il piano architettato dalla banda del pacco è andato a monte. Dopo aver truffato quattro anziani in un solo pomeriggio nei giorni scorsi, riuscendo a portare a casa un bottino che ammontava complessivamente a quattromila euro, la banda del pacco non si arrende e continua a tendere tranelli agli anziani. Il copione è sempre lo stesso. Uno dei malviventi al telefono si è spacciato per il nipote dell’anziana, avvisando che doveva consegnare a domicilio un computer a suo nome. Chiedeva cinquecento euro in contati al momento della consegna, somma che a suo dire avrebbe poi restituito alla nonna. Ma dall’altro capo del telefono l’anziana ha capito che si trattava di una truffa perché i nipoti non chiedono soldi per telefono. Da lì la segnalazione alle forze dell’ordine che sono state avvisate dell’ennesimo tentativo di truffa. E’ il secondo colpo non andato a buon fine perché anche un 90 enne di Sulmona, nei giorni scorsi, sventò la truffa per telefono e si recò personalmente in caserma per denunciare tutto ai Carabinieri. La maggior parte delle volte i malviventi inventano urgenze più svariate. Da incidenti dell’ultimo minuto a viaggi e spostamenti vari e si fanno dire dalla vittima anche il nome della persona prescelta, quasi sempre un nipote. Poi bloccano l’utenza fissa e se chi è in casa non ha o non sa usare un telefono cellulare è facile cadere nel tranello. Le forze dell’ordine invitano a contattare i numeri di emergenza 112 o 113 da un telefono cellulare laddove è possibile. La raccomandazione è sempre quella di diffidare da consegne a domicilio di questo tipo e di non aprire a nessuno. Per i più coraggiosi si chiede di stare al gioco. Di accettare cioè l’appuntamento e contemporaneamente avvisare le forze dell’ordine sempre con il telefono cellulare perché quello fisso è bloccato. Solo in quel caso si può procedere con un arresto in flagranza di reato. E’ un continuo di segnalazioni al centralino del 112 e 113. E pensare che Sulmona è la meno colpita in Italia.

Andrea D’Aurelio

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